La cena: dove guardare

Stasera mi sono cucinata una cotoletta. Mi piace il pollo. Anche le patate mi piacciono,  le ho lessate e condite a dovere, con aceto, erba cipollina e tutto il resto che metterebbero anche i tedeschi, ho messo anche la salsa greca che non so se metterebbero ma io gliela consiglierei senz’altro.
Insomma, mi preparo questa bella cena, allargo la tovaglia sul tavolo come se fossi la protagonista della pubblicità di un detersivo dalla nuova profumazione “prato fiorito”. Che poi non ho mai afferrato il senso di queste profumazioni. Il prato fiorito che profumo ha? Figuriamoci, io sono pure allergica, per me ha il profumo dello starnuto e della secrezione nasale. E poi alcuni fiori, tipo il papavero e la margherita odorano di bava.  Non parliamo poi dell’allettantissima “freschezza marina”…  l’odore del mare dopotutto è un po’ quello del pesce, non proprio così accentuato ma insomma ci si avvicina parecchio, sarebbe più corretto parlare di “freschezza ittica”, forse. Comunque io nel mare non ci laverei gli asciugamani. Tornando a noi, mi apparecchio tutto con cura, la mia bella tovaglia verde, un bel tovagliolo giallo e mezzo bicchiere di Traminer. Mi piace cenare da sola. Ho fatto solo una cazzata. Ho sintonizzato la tv su Rai3 e ho guardato Ballarò. Per poco però, perché sono davvero stanca di rovinarmi le cene con questi quattro dementi che litigano tra loro.  C’era la Polverini, che dio la perdoni, con quella faccia da panino al sesamo. E poi ho visto Sacconi, che si atteggiava a uno che la sa lunga e che quando parlavano gli avversari si guardava la forfora sulle spalline della giacca. Non ho ascoltato quello che dicevano. Mi sono concentrata sulle loro facce perché non voglio ascoltare più niente di tutto quello che chiunque di loro abbia da dire. Destra, sinistra, sopra, sotto, non me ne frega niente. Devono andare via tutti. Alle prossime elezioni mi recherò alle urne, ignorerò la signorina che mi porgerà con una mano l’inutile foglio colorato, e darò una schicchera alla matita, che mi porgerà con l’altra, facendola roteare in modalità rallenty in aria, così, tanto per creare la giusta atmosfera e focalizzare l’attenzione degli astanti su di me. Mi piazzerò davanti al presidente di seggio, che casualmente sarà sempre lo stesso (com’è possibile?) ed esclamerò “Che vadano tutti a cagare!”, pretendendo che l’esortazione venga messa agli atti. Mi aspetto naturalmente che in quel momento folle di cittadini scatenati si riversino nei seggi a verbalizzare volgarità e improperi sui politici e sulle loro madri. Sarà bellissimo. Poi usciremo in strada e ci daremo appuntamento per un Campari e aranciata di massa alle 19.00. Un aperitivo democratico e rivoluzionario.

Mi sono resa conto di stare  fissando il soffitto. Sono tornata sulle patate, poi sullo schermo di nuovo, ho pensato che Massimo Giannini sia un bell’uomo, tutto sommato. Ho preso il telecomando e ho cambio canale. Alla fine ho guardato “Orrori da gustare”, almeno non mi fa passare l’appetito, nonostante i vermi delle palme arrostiti.
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Pubblicato il ottobre 19, 2011, in Blog con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Mi rendo conto che è la parte meno importante ma così giusto per rispondere ad un punto interrogativo: i presidenti dei seggi elettorali sono iscritti ad un albo presso la corte d’appello e vengono assegnati senza un sorteggio, poi il presidente ha facoltà di scegliere il suo segretario.
    Ecco perché sono sempre gli stessi, una volta assegnati la corte non è tenuta a cambiarli, anzi.
    Il discorso era diverso per gli scrutatori, ma da qualche anno è cambiato pure per la loro nomina: http://bloguepol.wordpress.com/sezioni-e-info/scrutatori-nei-seggi-elettorali-come-si-fa/

    Per il resto, preferisco i classici delle favole a quelle raccontate a Ballarò e affini. Quelle hanno una morale.

  2. ah! in realtà me lo sono sempre chiesto e non è proprio chiarissimo come funzioni. Il presidente di seggio rimane in carica per tutta la vita? è assurdo! comunque grazie! 😉

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