Maggiori possibilità di un pony di trovare un impiego rispetto a me

E’ chiaro. E’ verità assoluta. E’ la dura e cruda realtà. Un pony ha più possibilità di trovare un lavoro di quante possa averne io. Non solo. Se anche dovessi trovarne uno, e guardate che a questo punto ne dubito fortemente, sono certa che a conti fatti il lavoro del pony risulterebbe essere senza dubbio più stabile e remunerativo del mio.

Quali sono le potenzialità del pony?  E quali sono le mie? E cosa richiede oggi la società per far sì che il pony sia più utile ad essa di me? Innanzitutto il pony nasce piccolo, tozzo, con lunghi capelli lisci e con una bella frangia scalata sul davanti. Io nasco banale, con un’altezza media, con una corporatura media e per avere lo stesso risultato del pony sui capelli ho bisogno di fare la piastra. Già da questo primo punto dovrei capire che di gente come me ce n’è a bizzeffe mentre di gente come il pony un po’ meno.  Uno a zero per lui.

Adesso passiamo alle rispettive abilità. Il nostro amico pony è grazioso da vedere e da far cavalcare ai bambini. E’ molto versatile perché può essere una risorsa preziosa impiegata sia in ambito pastorale/bucolico nei parchi sia in ambito circense. Assolutamente da non sottovalutare il fatto che può essere impiegato praticamente ovunque come soggetto da foto-ricordo, spesso accompagnato da un soggetto intercambiabile (fattore, pagliaccio, carabiniere) munito di Polaroid. Pare che i bambini ne vadano pazzi, e anche i loro genitori. Le mie abilità e le mie possibilità di impiego sono decisamente più ridotte. Le uniche cose che mi riescono bene sono la scrittura e il frullato alla banana. A parte la mia maestra delle elementari, nessuno ha più pensato che la scrittura mi avrebbe fatto diventare qualcuno. E del frullato di banana non l’ho mai pensato nemmeno io, ma magari questo è un mio problema perché se non ci credo io poi neanche gli altri ci crederanno… forza dai… devo convincermi del fatto che le potenzialità del mio frullato alla banana sono esagerate… Comunque finora nessuno mi ha proposto una retribuzione per questo, ecco perché mi sono buttata un po’ giù. Ma se qualcuno vuole aprire un chiosco, insomma, mi tenga presente.

Quindi, da quanto detto, si evince che contrariamente al pony non ho la possibilità di lavorare nei parchi perché il frullato alla banana non ha un riscontro troppo favorevole e ai bambini non gliene frega niente di montare sulla mia schiena né tantomeno di farsi scattare una polaroid in cui figurano insieme a me.  Al circo non avrei nessuna chance, avrei dovuto sfruttare i doni di madre natura e non farmi convincere a mettere l’apparecchio fisso, allora col mio mento sfuggente e il mio naso niente male sarei stata la donna-delfino. Magari avrei avuto una vasca apposita, addirittura con un po’ di fortuna e qualche spintarella avrei trovato un impiego allo ZooMarine. Ma basta sognare.

Si sa, ci vuole fortuna a nascere, la prossima volta se non nasco ricca almeno vorrei nascere pony. Grazie.

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Pubblicato il aprile 11, 2012, in Blog con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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